Dichiarazione
Soci EABP
Per noi
psicoterapeuti corporei , i principi etici danno forma al comportamento
interpersonale quali: l'onestà, l'incoraggiamento per il
miglioramento della qualità della vita e l'evitamento di
inutili pene. La seguente dichiarazione riflette la nostra idea che le
direttive etiche debbano esprimere queste qualità
nell'atteggiamento interno così come nell'applicazione.
Il nostro lavoro è dedicato alla liberazione dell'energia
degli esseri umani perché si muova in direzione di
chiarezza, libertà, amore, onestà, empatia,
rispetto e gioia. In modo da assolvere questo scopo, ci impegniamo ad
osservare costantemente le nostre azioni, motivazioni ed attitudini in
tutte le relazioni professionali.
Noi entriamo in innumerevoli relazioni complesse quali: terapie
individuali, terapie di gruppo, training di formazione, supervisioni ed
interazioni con colleghi e con tutte le varie interfacce interposte.
Inoltre, in tutte queste posizioni rappresentiamo il nostro settore
agli occhi del pubblico.
Riconosciamo che in ogni psicoterapia, training, supervisione e
consultazione siamo coinvolti in gradazioni variabili di relazioni
asimmetriche nelle quali abbiamo la responsabilità primaria
di adeguatezza del contenuto, del contesto e dei confini. Le nostre
azioni sono quindi governate dalla nostra percezione delle esigenze
della relazione in questione. Siamo consapevoli che i nostri risultati
vengono influenzati sia dalle nostre azioni manifeste che dal nostro
stato d'animo personale.
Siamo consapevoli che la nostra posizione che abbraccia la psicoterapia
corporea, è unica nella nostra società e che di
conseguenza dobbiamo essere particolarmente attenti e sensibili alle
problematiche di ogni tipo,sia nel campo fisico che psicologico e
particolarmente riguardo ai problemi della sessualità.
Accettiamo la responsabilità di adeguarci ai nuovi sviluppi
della psicoterapia per accrescere ed aggiornare le nostre
capacità e conoscenze, per ottenere consigli e supporto dai
nostri colleghi e quando si renda necessaria di intraprendere una
psicoterapia per risolvere problemi personali.
DEFINIZIONE della
PSICOTERAPIA CORPOREA
Direttamente e indirettamente la terapia psicocorporea lavora con le
persone considerando essenziale l'integrazione della vita mentale,
emotiva, spirituale e sociale. Il/la psicoterapeuta, in questo
percorso, pone l'attenzione sia ai processi di sviluppo autoregolativi
interni sia ad un'accurata percezione della realtà esterna.
Il lavoro psicocorporeo rende possibile la consapevolezza, la coscienza
e l'integrazione delle parti del sè, compresi gli aspetti
alienanti.
Al fine di facilitare questa transizione dalla frammentazione ad un
benessere completo, lo psicoterapeuta corporeo dovrebbe avere queste
qualità:
1) una coscienza intuitiva e una conoscenza dello sviluppo sano della
personalità;
2) la conoscenza dei differenti pattern dei conflitti irrisolti
dall'infanzia con uno specifico riferimento alla scissione della mente
e del corpo.
3) l'abilità nel mantenere un costante ruolo di riferimento
ed una differenziata sensibilità nel mantenere le
inter-relazioni tra:
a) segni nell'organismo che indicano i cicli vegetativi, l'ipertensione
e l'ipotensione muscolare, blocchi energetici, l'integrazione
energetica, pulsazioni, e lo sviluppo di un naturale funzionamento
autoregolativo, e
b) i fenomeni dei processi psicodinamici quali il transfert, il
controtransfert, la proiezione, la regressione difensiva e creativa, e
vari tipi di resistenza.
E . A . B . P . -
PRINCIPI ETICI
Prefazione .
La struttura di una organizzazione deve lavorare su i suoi obbiettivi.
Sebbene gli obbiettivi organizzativi e strutturali futuri dell'EABP non
sono pienamente determinati, è possibile formulare i
principi etici e di comportamento degli psicoterapeuti del corpo. I
principi etici determinano la relazione terapeuta-paziente quali:
l'onestà, l'incoraggiamento per il miglioramento della
qualità della vita e l'evitamento di inutili pene. Le
seguenti dichiarazioni vogliono esprimere la speranza che i principi
etici funzionino in linea di principio che altrettanto bene
nell'applicazione.
Funzioni Etiche Generali Degli Psicoterapisti Corporei:
Gli psicoterapeuti del corpo entrano in una moltitudine di relazioni
complesse quali: terapie individuali, terapie di gruppo, training di
formazione, supervisioni ed interazioni con colleghi e con tutte le
varie interfacce interposte. Inoltre, in tutte queste posizioni
rappresentano il settore della psicoterapia corporea agli occhi
dell'opinione pubblica.
Loro devono essere consapevoli che in tutte le terapie, training,
supervisioni e consultazioni, sono coinvolti in vari gradi di relazioni
asimmetriche nelle quali loro sono i principali responsabili degli
appropriati contenuti, contesti e confini. Le loro azioni sono guidate
inoltre dalla loro percezione delle esigenze delle relazioni in
questione. Sono consapevoli che i loro obiettivi sono influenzati sia
dalle loro azioni manifeste che dal loro stato d'animo personale.
Loro accettano la responsabilità di adeguarsi ai nuovi
sviluppi delle psicoterapie per migliorare ed aggiornare le loro
qualità e conoscenze, di attingere ai consigli e al supporto
dati dai loro colleghi di cui hanno sempre bisogno; e quando si renda
necessaria di intraprendere una psicoterapia personale per risolvere i
loro problemi.
LINEE DI CONDOTTA E
CODICE ETICO
Abbiamo scelto di
definire le nostre posizioni in termini di:
(a) Psicoterapia Individuale, (b) Psicoterapia di Gruppo, (c) Training,
(d) Supervisione, (e) Ricerca, (f) Relazioni Professionali, (g)
Dichiarazioni Pubbliche.
Queste categorie sono suddivise nei seguenti argomenti:
contratto (terapeutico), discrezione (segreto professionale), presenza,
valutazione, onestà, rispetto, potere,
sessualità, congruenza della relazione.
A. TERAPIA
INDIVIDUALE
Il principio del contratto: lo psicoterapeuta corporeo fa contratti
più chiari possibili con il suo cliente riguardo la
frequenza, il pagamento, i metodi, i livello di intervento e gli
obbiettivi specifici e anche la durata delle sedute e (se si conosce)
della terapia.
Esempi:
il terapeuta informa il cliente della sua valutazione professionale.
Lui descrive il proprio approccio e il proprio metodo, e lascia il
cliente libero di mettere in dubbio ogni procedura specifica, lasciando
al cliente la possibilità di non usare queste procedure o di
terminare la terapia. Il terapeuta ha una chiara idea riguarda alla
procedura per iniziare e terminare oppure interrompere la terapia, e
informa il cliente di queste all' inizio della terapia. Informa il
cliente in anticipo se lui deve sospendere oppure interrompere la
terapia . Lui generalmente rimane fedele sul livello d'intervento e
lavora sugli obbiettivi contrattuali della terapia oppure sulle
rinegoziazioni. Lui provvede ad uno spazio di lavoro adatto. Quando il
cliente è un minore, il terapeuta è responsabile
sia con lui che con i suoi genitori, che con chi ne fa le veci.
Il principio della discrezione (segreto professionale): lo
psicoterapeuta corporeo tiene riservate tutte le informazioni circa il
cliente sia che esse arrivino dal cliente stesso, da altri o dalla
proprie percezione. Questa riservatezza include anche la relazione
terapeutica stessa. Questa regola può essere trasgredita
senza l'accordo del cliente solo se è chiaro che questa
riservatezza significa trasgredire la legge o mettere in pericolo il
cliente o altre persone. Se il terapeuta rompe la riservatezza il
cliente ne deve essere informato immediatamente.
Esempi:
Il terapeuta usa cassette e videoregistrazioni solo con il consenso
scritto del cliente e dopo averne discusso il potenziale impatto sul
processo terapeutico. Lui lo informa circa la supervisione. Lo informa
circa l'immagazzinamento di appunti e note e se il terapeuta rompe il
segreto professionale, il cliente ne é immediatamente
informato.
Il principio della presenza: lo psicoterapeuta corporeo deve operarsi
per essere energicamente, emozionalmente, cognitivamente presente,
centrato e confinato nella relazione terapeutica. Lui rispetta i
confini e i processi interni dei clienti, non lascia che i suoi bisogni
personali di gratificazione diventino dominanti nella relazione.
Esempi:
il terapeuta mantiene un atteggiamento di interesse e di premura e
rassicura il cliente con la propria presenza creando condizioni di
lavoro confortanti sia a livello interno che esterno. Monitorizza il
transfert e il controtransfert del proceso terapeutico. Incontra il
cliente a un livello appropriato ed evita di isolarlo e di ferirlo
inutilmente. Evita di ridefinire le sue conclusioni in modo
inappropriato come ad esempio mettendo etichette e facendo mostra della
propria sapienza.
Il principio di valutazione: lo psicoterapeuta corporeo è in
continuo processo di valutazione della terapia, di come progredisce e
della sua (del terapeuta) utilità verso il cliente. Questa
valutazione determina le sue azioni.
Esempi:
all'inizio della terapia, il terapeuta valuta i bisogni del cliente e
la sua abilità nel capirli, mostra rispetto per qualsiasi
condizione medica del cliente, e lo incoraggia a cercare un aiuto
appropriato. Considera l'appropriatezza dei suoi interventi e il
processo dell'interazione terapeutica: in termini contrattuali,
interpersonali e di transfert. E' attento agli effetti della terapia
sulla vita di tutti i giorni del cliente ed è attento agli
avvenimento giornalieri nel processo terapeutico. Negozia la fine della
terapia se considera un ulteriore lavoro inutile per il cliente.
Il principio di onestà: lo psicoterapeuta corporeo deve
essere onesto circa la sua formazione (training) e le sue
capacità, verso i limiti della sua terapia e la sua
percezione del cliente ed altrettanto onesto sulla relazione di queste
variabili tra loro.
Esempi
: il terapeuta riferisce al cliente se i problemi da lui presentati
vanno al di là delle sue capacità. Indica
realisticamente al cliente quali utilità posseggono le sue
abilità terapeutiche come anche di altri interventi di
terapia. Visualizza accuratamente la sua percezione del cliente nella
situazione terapeutica. Quando è appropriato può
condividere i propri sentimenti, eventuali errori, cali di attenzione,
ecc...Se è appropriato può restituire la propria
visione e la valutazione sociale, personale, spirituale, etica ed
intellettuale, intrinseca al suo lavoro.
Principio del rispetto: lo psicoterapeuta corporeo rispetta i confini
dei clienti sia fisici che personali, che spirituali, religiosi e
politici.
Esempi:
il terapeuta non impedisce le decisioni del cliente. Se lui si trova in
contrasto alle caratteristiche personali o sociali del cliente,
ritenendoli tali da danneggiare la terapia, deve muoversi in modo
appropriato: confrontandosi, acculturandosi, supervisionando, cambiando
il contratto di lavoroterapeutico o terminando la terapia.
Il principio del potere: lo psicoterapeuta corporeo usa la sua
posizione di autorevolezza come figura di riferimento per il cliente e
per la sua futura crescita e autonomia. Non la usa per il proprio
accrescimento.
Esempi:
il terapeuta si prende cura di iniziare solo quei processi che il
cliente è capace di integrare e di incorporare. Non sfrutta
il cliente finanziariamente, emozionalmente, sessualmente o
materialmente. Supporta la forza e la capacità di
consapevolezza del cliente riguardo suoi diritti e
necessità, indirizza il cliente al rispetto per se stesso
attraverso il supporto e dando resistenza quando è
appropriato.
Il principio della sessualità: lo psicoterapeuta corporeo ha
una propria sessualità che è centrata, radicata e
confinata, questo gli serve per aiutare la crescita psicosessuale del
cliente. Egli non sfrutta i sentimenti sessuali per avere potere o per
aumentare l'autostima o per una gratificazione personale.
Esempi:
il terapeuta risponde con cura e in modo limitato ai sentimenti
sessuali del cliente, sebbene accada ad un livello bambino/genitore o a
un livello adulto. Non ha assolutamente relazioni sessuali con il
cliente né ha comportamenti seduttivi. Il terapeuta termina
la terapia se l'attrazione sessuale avesse raggiunto un livello che
impedisce di vedere con chiarezza o se il contenimento non è
più adeguato. Le procedure finali includono almeno una
sessione con il terapeuta o il cliente a consulto di un professionista
esterno per aiutare a chiarire la relazione terapeutica. La durata e il
pagamento saranno definiti con l'aiuto di questo esperto.
Il principio della congruenza della relazione: lo psicoterapeuta
corporeo è molto attento alle altre relazioni che possono
direttamente o indirettamente avere a che fare con il cliente e che
influenzano o interferiscono con la relazione terapeutica, le evita e
le chiarisce.
Esempi:
il terapeuta generalmente evita di lavorare con le persone con le quali
ha già una relazione come ad esempio con i dipendenti, amici
intimi, parenti, ecc... Riconosce che il contatto sociale fuori dalla
terapia può creare complicazioni e le evita quando
è possibile e chiarisce l'impatto sulla terapia. Se il
supporto terapeutico diviene insufficiente, il terapeuta termina la
terapia. Le procedure di terminazione includono almeno una sessione con
il terapeuta e il cliente a consulto da un esperto esterno per aiutare
a chiarire la relazione contrattuale. Generalmente il terapeuta non
svolge relazioni private o relazioni di altro tipo professionale ad
esempio come consulente medico, con il cliente o con i suoi familiari.
B. TERAPIE DI GRUPPO
Principi: i principi etici nella terapia di gruppo sono gli stessi
della terapia individuale ma applicati in un contesto dove lo
psicoterapeuta corporeo bilancia i bisogni del gruppo e delle singole
esigenze.
Esempi:
Sono riportati solo quelli che differiscono dalla terapia individuale.
Principio di riservatezza: tutti i membri sono d'accordo sulla
riservatezza reciproca. Registrazioni video e sonore si fanno solo con
il consenso di tutti i membri del gruppo.
Principi di valutazione: il terapeuta considera i bisogni dell'intero
gruppo ogni volta che tratta agromenti riguardanti il gruppo, incluso
quando tratta con un solo membro o quando fa sessioni individuali con
membri del gruppo.
Principio del rispetto: egli incoraggia il rispetto essenziale tra i
membri del gruppo.
Principio del potere: egli incoraggia appropriati confronti e il
reciproco sostegno tra i membri del gruppo, mentre scoraggia capri
espiatori e collusioni.
Principio della sessualità: egli adotta una chiara politica
riguardo le relazioni sessuali tra i membri del gruppo.
Principio delle congruenze delle relazioni: egli valuta gli effetti che
le relazioni extraterapeutiche con i membri del gruppo avrebbero
sull'intero gruppo, e si muove di conseguenza.
C. LE RELAZIONI NEL
TRAINING
Principi: i principi sono gli stessi della relazione terapeutica, ma
applicati ad una situazione dove il trainer è sensibile ai
bisogni personali e del gruppo come una parte necessaria per lo
sviluppo delle capacità professionali del tirocinante o dei
tirocinanti.
Esempi: Il
training si presuma si svolga in un setting di gruppo.Gli esempi sono
riportati solo quando sono diversi da quelli della terapia di gruppo.
Principio del contratto: il trainer è responsabile della
valutazione dei progressi ritenuti soddisfacenti durante e al termine
del training, egli può congedare lo studente per ragioni
come la mancanza di maturità, applicazione o competenze.
Egli afferma le regole all'inizio del training. Il trainer garantisce
per la qualità dell'insegnamento per il costo del training
pattuito (emendamento passato all'assemblea generale del 1993).
Principio della riservatezza: egli considera riservato tutto il
materiale personale dello studente condiviso con il trainer nel
training, nella psicoterapia di gruppo e nella psicoterapia
individuale. Egli condivide la valutazione della competenza e delle
qualifiche dello studente con il supervisore/i e altri trainer, ma non
con il terapeuta individuale dello studente.
Principio della valutazione: il trainer valuta (a) le esigenze e le
risorse personali dello studente e (b) le sue capacità di
assimilazione del materiale presentato, in modo tale che possa usarlo
professionalmente.
Principio del rispetto: il trainer può disporre di precise
esigenze nello sviluppo personale dello studente per andare incontro
alle richieste del training.
Principio del potere: il trainer usa il suo potere solo per stabilire e
mantenere la struttura e la qualità del training. Egli
accetta l'esito dell'organizzazione democratica dei tirocinanti.
Incoraggia i tirocinanti a condividere la loro valutazione del sistema
e del programma del training. Egli ascolta l'opinione dei tirocinanti
sulla struttura organizzativa del sistema e del programma del training,
e prende in considerazione i loro suggerimenti (le ultime tre frasi
sono state inserite nell'emendamento dell'assemblea generale del 1993).
Principio della sessualità: il trainer generalmente non
accetta il suo partner sessuale nel training. Il trainer non accetta
studenti come partner sessuale.
Principio della congruenza: il trainer chiarisce le relazioni
incongruenti esistenti nel training. E' attento ai problemi irrisolti
tra tirocinanti e i trainer.
D. SUPERVISIONE
Principio: i principi
etici della supervisione sono gli stessi della terapia individuale e
del training ma applicati ad una situazione dove il supervisore
sostiene e si confronta con il supervisionato per aiutarlo a migliorare
il suo lavoro professionale.
Esempi:
sono riportati solo quelli diversi dal training.
Principio del contratto: il supervisore afferma chiaramente la
differenza tra supervisione e terapia e a sua volta rispetta questo
confine e precisa la differenza.
Principio di congruenza: il supervisore non accetta amici o parenti del
supervisionato in terapia.
E.
LA RICERCA
Principi:
il ricercatore generalmente segue le linee di condotta descritte per la
terapia individuale, la terapia di gruppo, ecc..., a meno che stia
investigando direttamente su alcune di queste linee.
Esempio:
nell'applicazione la ricerca che riguarda possibili trasgressioni delle
linee di condotta etica dell'EABP è sottoposta a discussione
della Commissione Etica.
F. RELAZIONI
PROFESSIONALI
Principio: questa
categoria coinvolge le relazioni simmetriche piuttosto che quelle
asimmetriche, il principio etico generale è quello del
rispetto. Lo psicoterapeuta corporeo tratta la competenza specifica e
la responsabilità dei colleghi e degli altri gruppi
professionali con rispetto. E' consapevole di quando può
usare la competenza di altri professionisti come risorse tecniche e
amministrative per il beneficio del suo cliente.
Esempio:
il terapeuta s'interessa delle relazioni terapeutiche preesistenti e si
muove di conseguenza. Egli generalmente evita terapie coincidenti, se
questo però succeddesse, spiega la difficoltà di
ciò al cliente e chiarisce questa situazione con lui/lei e
eventualmente informa l'altro terapeuta. E' leale verso i suoi colleghi
e non esprime pubblicamente le differenze di opinione in loro assenza,
o in modo denigratorio. Ottiene il permesso del cliente prima di
requisire informazioni degli altri professionisti coinvolti nel
trattamento del cliente (Emendamento passato dell'assemblea generale
del 1993).
G. AFFERMAZIONI
PUBBLICHE
Principio: lo
psicoterapeuta corporeo si comporta con integrità quando
rappresenta la sua professione e presenta accuratamente il suo lavoro e
le sue teorie.
Esempi:
egli dà credito alla qualità delle altre forme di
terapie, riconosce che nessun sistema o terapeuta è
superiore. Pubblica il lavoro con il suo nome solo se è di
sua proprietà o se ha significativamente contribuito alla
sua realizzazione. Egli non prova a prevenire o ostruire le pubbliche
critiche del suo lavoro. Se si fa pubblicità dà
semplicemente informazioni dettagliate del proprio lavoro e delle sue
teorie. Le sue dichiarazioni pubbliche, le pubblicazioni pubblicitarie
o professionali non contengono informazioni false, fraudolenti,
ingiusti o ingannevoli.