• Home
  • La psicoterapia corporea

La Psicoterapia Corporea

Breve storia della psicoterapia corporea

La psicoterapia corporea possiamo dire che nasce contestualmente alla psicoanalisi. Freud si interrogò infatti sul legame fra corpo e psiche e per un certo periodo praticò dei massaggi ai suoi pazienti. In particolare possiamo dire che la psicoanalisi vera e propria nacque in una seduta in cui Freud, durante un massaggio alla sig.ra Emmy von N., invece di lavorare con l'ipnosi introdusse il metodo delle libere associazioni.

Psicoterapia corporea

Ben presto Freud abbandonò il massaggio e forme di intervento che comprendessero il corpo per privilegiare l'aspetto verbale della terapia, ma leggendo direttamente la sua opera si vede come restò sempre attuale per lui un interrogativo circa l'enigma mente/corpo che considerò importante e rispetto al quale non si accontentò di risposte banali.

Si potrebbe dire con Downing che "nella sua metapsicologia Freud non riesca proprio a trovare il posto giusto per il corpo, ma che di ciò sia consapevole".

Georg Groddeck è più conosciuto per aver introdotto il concetto di Es che per essere stato uno psicoterapeuta corporeo. Anche lui usò il massaggio nella sua pratica medica già prima di entrare in contatto con la psicoanalisi. Per più di venti anni accolse nella sua clinica malati con un certo grado di cronicità e ritenuti "incurabili" sui quali interveniva oltre che con la dieta e bagni caldissimi, con un tipo di massaggio diverso da quello che si praticava generalmente in quei tempi e potremmo oggi dire, più somigliante al "rolfing". Si trattava cioè di un lavoro sul tessuto profondo praticato con una fortissima pressione delle mani e delle dita attraverso il quale Groddeck cercava di raggiungere gli strati più profondi del tessuto muscolare e connettivo. Questo tipo di massaggio tendeva a ridurre la tensione muscolare cronica dei pazienti e a cercare di alleviare i blocchi che impedivano un libero flusso respiratorio. Con le sue tecniche Groddeck ottenne buoni risultati con i suoi pazienti.

Nelle opere di Groddeck non sono sistematicamente descritte le tecniche da lui usate, ma molto si può ricostruire attraverso riferimenti sparsi.

Molto interessante ed innovativo è il concetto di difesa corporea di cui individua tre tipi: controattivazione (temporaneo irrigidimento muscolare per ridurre la consapevolezza dell'emergere di un impulso); la contrattura muscolare cronica e l'affievolirsi della respirazione. È con l'incontro con la psicoanalisi che Groddeck comprende che queste difese corporee sono al servizio della rimozione in senso freudiano e che senza di esse la rimozione psicologica non sarebbe possibile.

Groddeck fu anche il primo psicoanalista a sostenere la necessità di lavorare sul transfert negativo, prestò attenzione, in grande anticipo sui suoi tempi, alla fase preedipica e alle reali interazioni del bambino con la madre, cercando di comprendere i sentimenti e le ambivalenze di queste verso i figli.

Su invito di Freud, Ferenczi lesse gli scritti di Groddeck e in seguito ne divenne amico. Già prima di questa frequentazione Ferenczi si era occupato del corpo e potremmo dire che questo interessamento, nel corso della sua vita, abbia attraversato tre fasi: nella prima (dal 1917 al 1921) il corpo appare all'analista come un nemico. Secondo lui il paziente che mostra posture o movimenti insoliti sta evitando pensieri o associazioni importanti.

 La libido dunque è spostata altrove invece di permetterle di portare alla coscienza pensieri e associazioni.

Da queste considerazioni nasce la "tecnica attiva": Ferenczi chiede ai suoi pazienti di reprimere certi movimenti o modificare certe posture per vedere quale materiale venisse alla coscienza.

Dal '21 al '26 dopo l'incontro con Groddeck l'impostazione di Ferenczi cambia radicalmente, non crede più che sia utile reprimere movimenti e posture, al contrario incoraggia i pazienti a seguire la loro inclinazione per comprendere ciò che è nascosto ed ha bisogno di essere svelato. Sempre grazie alle influenze di Groddeck in questa fase Ferenczi introduce il lavoro sul transfert negativo. Egli infatti pensa che il paziente sarà riluttante ad aprirsi mediante il corpo se non avrà piena fiducia nel terapeuta e dunque l'analisi del transfert negativo aiuterà a creare le condizioni per questa fiducia.

Ferenczi attraverso il lavoro col corpo lavora molto sulle prime fasi di vita e comprende che la maggior parte delle volte, quando i pazienti parlano dei traumi e abusi sessuali subiti nell'infanzia, non stanno portando materiale fantastico, ma realtà vissute. Analogamente cambia idea sul passato preverbale e si convince che nella maggior parte dei casi la sintomatologia adulta deriva da eventi reali di quel lontano periodo e intervenendo sul corpo Ferenczi si accorge di riuscire a riportare il paziente "a stadi dello sviluppo in cui non esistevano ancora organi di pensiero completamente formati, stadi di cui sono stati registrati soltanto ricordi corporei". "Il ricordo rimane nel corpo e solo lì è possibile risvegliarlo" (4). Vede la scissione come difesa dalla sofferenza traumatica.

Nell'inoltrarsi in questo lavoro Ferenczi incontra un  problema: anche se i pazienti tornano più di una volta al trauma, alle ferite, ai conflitti, nel tempo questo da solo non produce un mutamento. Occorre qualcos'altro e Ferenczi si convinse che ciò che serviva fosse che il terapeuta diventasse fonte di risanamento offrendosi al paziente in fase di regressione come un genitore in grado di irraggiare una benevolenza totale e senza conflitti che avrebbe consentito al paziente di affrontare il suo dolore, ma anche di ricevere qualcosa che risanasse.

Ancor di più, Ferenczi teorizzò e praticò l'esperimento "dell'analisi reciproca" che si rivelò molto presto una strada senza uscita che creava grandi difficoltà nel controtransfert. Nell'essere la sola persona che doveva riempire gli spazi vuoti e sanare le parti dolenti del paziente Ferenczi si sentì ben presto prosciugato, esaurito, odioso e i suoi spazi e confini personali saltarono.

Probabilmente grazie alle sue grandi capacità, se fosse vissuto più a lungo Ferenczi avrebbe trovato una soluzione a questi problemi con la sua indubbia creatività, ma la morte lo colse nel '33, a questo punto della sua elaborazione.

Alcune figure ormai quasi dimenticate operarono in Germania durante il periodo della repubblica di Weimar andando a costituire un movimento vivace, paragonabile a quello "per il potenziale umano" attivo negli USA negli anni '60 e '70. Due figure importanti di questo movimento furono Elsa Gindler (5) e Rudolf Laban (6). La Gindler aveva iniziato il suo lavoro come insegnante di ginnastica, ma a partire dagli anni '20 aveva modificato il suo approccio tendendo nei suoi corsi a far acquisire la consapevolezza delle varie sensazioni corporee nettamente differenziate.

Laban invece, che era un ex danzatore aveva concentrato l'attenzione sull'espressività del movimento. Tendeva a facilitare la liberazione del movimento "naturale" sommerso nelle restrizioni inconsce personali e culturali. Il lavoro della Gindler e di Laban ebbe seguaci, ci furono delle scuole, incontrò e si incrociò con il lavoro psicoterapico facendo proprio nascere scuole di psicoterapia corporea. La loro influenza fu molto più forte di quella di Groddeck e Ferenczi che invece rimase indiretta.

Altri due personaggi interessanti di Berlino furono gli Heyer: una coppia di cui lui era uno psichiatra mentre la moglie aveva ricevuto un training approfondito di massaggio e di tecniche di consapevolezza corporea messe a punto dalla Gindler. A partire dal 1925 cominciarono a vedere separatamente, ma in modo parallelo gli stessi pazienti e mentre il marito lavorava di più sull'aspetto psichico, la moglie lavorava in particolare su quello corporeo, anche se poi, nel tempo, ognuno integrava nel suo lavoro aspetti di quello del coniuge. Dai loro scritti essi non sembrano aver attribuito una grande attenzione a problemi di transfert e controtransfert che questa tecnica poteva suscitare, mentre per alcuni aspetti il loro lavoro presentava elementi molto sofisticati. In particolare essi cercavano in ogni paziente il correlato corporeo di ogni problema psicologico in base alla convinzione che "ogni disturbo mentale ha il proprio equivalente somatico"(7). Lavorarono anche molto sulla respirazione e fecero uso di tecniche di massaggio.

Wilhelm Reich

W. Reich cominciò a lavorare sul corpo nel 1935 ed esercitò un'enorme influenza perché non solo creò una metodologia specifica, ma sviluppò anche un quadro teorico elaborato e completo.

Iniziò il suo lavoro come psicoanalista facendo parte del gruppo che a Vienna gravitava nell'orbita di Freud, ma subì la fondamentale influenza di Schilder, che era il suo supervisore e che si occupava dello studio dell'immagine corporea, ma che già prima di affrontare questi temi, dalla sia pratica con pazienti psichiatrici aveva tratto molte intuizioni del loro rapporto corpo/mente.

Reich subì anche l'influenza di Ferenczi che gli mantenne il suo appoggio anche quando era caduto in disgrazia presso la Associazione psicoanalitica internazionale dalla quale poi fu espulso. Reich cita spesso Ferenczi nelle sue opere e sicuramente tra i due c'erano scambi di informazioni sul lavoro che andavano conducendo, mentre probabilmente non ci furono incontri con Groddeck, di cui Reich ebbe notizie soprattutto attraverso Ferenczi. Una terza importante influenza fu quella di Elsa Lindemberg, allieva di Laban, con la quale egli visse per alcuni anni e che lo mise in contatto con il movimento berlinese di consapevolezza corporea.

I concetti fondamentali nell'opera di Reich sono quelli dell'identità funzionale tra mente e corpo, che ha influenzato tutte le psicoterapie corporee, in base alla quale possiamo aspettarci di trovare un correlato psichico a ogni tensione muscolare, cronica e viceversa. Reich ribalta anche l'idea freudiana dell'istinto di morte e della distruttività come dato congenitamente appartenente agli esseri umani per affermare che invece distruttività e autodistruttività sono secondarie a esperienze negative di interazione con l'ambiente vissuto nella prima infanzia. É nella possibilità di ristabilire una funzione orgasmica piena che si ristabilisce la salute, possibilità che indica il ripristino di un equilibrato flusso energetico.

Grande attenzione Reich dedica al sociale e alla critica degli avvenimenti che lo circondano. Ciò nasce sia dal riconoscere che la sofferenza umana, che si traduce in corazza caratteriale, ha origine non da fantasie inconsce, ma da realtà vissute, sia dall'attribuire all'organizzazione sociale l'origine di una serie di condizioni di vita negative per lo sviluppo degli esseri umani.

Con Reich incontriamo il primo studioso che si dedica alla psicoterapia corporea costruendo un sistema di pensiero integrato e che cerca sempre una validazione scientifica ed anche per questo non poteva non avere molti successori o comunque influire su quanto in seguito si sono occupati delle terapie corporee.

Tra questi indubbiamente il più autorevole autore vivente A. Lowen. Egli fu paziente e allievo di Reich ed elaborò una terapia definita analisi bioenergetica a partire dagli anni '50, apportando innovazioni rispetto sia al corpus teorico che alla modalità di lavoro nel setting.

Lowen è il primo, infatti, che ipotizza la necessità di lavorare con i pazienti non solo stesi o seduti, ma in piedi, quando il tema e le tecniche proposte lo richiedono.

E "grounding", in italiano potremmo dire radicamento, è un concetto specifico dell'analisi bioenergetica che indica sia una postura, che rende possibile un buon flusso energetico, sia una condizione psicologico/esistenziale in cui la persona è in grado di essere in contatto consapevole con sé e con l'ambiente che la circonda, comprendendo dunque la sua storia, ma non essendone (per quanto possibile) prigioniera.

Lowen arricchisce il lavoro di Reich sul carattere individuando cinque tipi fondamentali che nascono dal negativo incontro tra bisogni/diritti del bambino con l'ambiente.

Alexander Lower

Pierrakos all'inizio lavorò con Lowen, poi elaborò una terapia che integrava molte idee sul corpo tratte da teorie orientali.

Muller e Berliner integrano invece idee che vengono da Winnicott e Kohut.

Stanley Keleman introduce una serie di interventi verbali che costringono il paziente ad esplorare nei minimi particolari le proprie difese corporee e col tempo questo aiuta ad allentare dal di dentro una serie di contrazioni muscolari croniche. Ricco di spunti è il lavoro di D. Boadella che ha integrato innovazioni di varia provenienza e tecniche di sua elaborazione.


Bibliografia essenziale
BREUER J., FREUD S., Studi sull'isteria . In: FREUD S.,
Opere vol. I, Boringhieri, Torino, 1967
DOWNING G., Il corpo e la parola , Astrolabio, Roma, 1995
GRODDECK G., Il libro dell'Es , Adelphi, Milano, 1966
FERENCZI S. Diario clinico . Cortina, Milano, 1988
GINDLER E., Gymnastik des  Berufsmenschen Gymnastic I, 1926. Ristampato in Stolze H. (a cura di), Die konzentrative Bewegungstherapie: Grundlagen und Erfahrungen. Mensch und Leben, Berlino, 1984.
LABAN R., Tänzerische Gymnastik . In Pallat F, Hitler K. (a cura di), Künsteriscoe Körperschulung Hirt, Breslavia, 1926
Heyer G, Praktische Seelenheilkunde: eine Einführung in die Psychotherapie für Arzte und Studierende . Ernest Reinhardt, Monaco 1935, 1950. (Comprende anche scritti della moglie)
Reich, W., La funzione dell'orgasmo , Sugarco, Milano, 1969. L'analisi del carattere , Sugarco, Milano, 1973
Reich, W. Psicologia di massa del fascismo. Sugarco, ........La rivoluzione sessuale.
Lowen A., Il linguaggio del corpo , Feltrinelli, Milano, 1978
Lowen a. Bioenergetica, Feltrinelli, Milano, 1983
PIERRAKOS H., The case of the broken heart. In üBOADELLA D. (a cura di) In: The wake of Reich , Fletcher and Sons, Norwich, 1976
KELEMAN S. Somatic Reality , Center Press, Berkeley, 1979
BOADELLA, D, Biosintesi. L'integrazione terapeutica di azione, sentimento e pensiero , Astrolabio, Roma,1987